12 February 2009

Torta delle rose... un dolce a tutto burro!

Mi toccava portare un dolcetto a lavoro, e ho preparato la Torta delle Rose. Un dolce di pasta lievitata, ovvero un insieme di brioscine morbide, rotoli di pasta, le rose, farcite di una crema di burro e zucchero, disposte a cerchio in una tortiera una vicino all’altra come se fossero, appunto, un bouquet di rose.
La ricetta l'ho presa da una vecchia rivista. L'ho farcita con un velo di crema di burro e uno di marmellata di fragole (la si puó farcire con tutto quello che la nostra fantasia ci suggerisce). Questa torta non é solo bella da guardare ma molto buona da mangiare, molto profumata e si scioglie in bocca, sotto si é formato un golosissimo caramello.

Ingredienti (per l'impasto):
500 g di farina bianca
1 busta di lievito mastro fornaio
100 g di zucchero
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino raso di sale (ne ho messo ancora meno)
buccia grattugiata di mezzo limone bio
2 uova
80 g di burro liquefatto
125 ml di latte tiepido (37-40°).

Per la farcitura:
100 g di burro
100 g di zucchero
3 cucchiai di marmellata di fragole.

Setacciare la farina in una ciotola larga e mescolarvi il lievito.
Al centro del mucchio praticare una buca e versarvi lo zucchero, vanillina, sale, buccia di limone, uova, burro liquefatto tiepido ed amalgamare il tutto con l'aiuto di una forchetta, aggiungendo poco per volta il latte tiepido.
Lavorare l'impasto sul piano del tavolo leggermente infarinato per almeno 10 minuti, allargandolo con i pugni chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul tavolo, fino al completo assorbimento del liquido.
Rimettere l'impasto nella ciotola, coprirlo con un canovaccio umido e porlo a lievitare in luogo tiepido, fino a quando il suo volume sará raddoppiato.

Per la farcitura, lavorare il burro a crema, aggiungendo gradatamente lo zucchero.

Tagliare quindi un pezzo di pasta, stenderlo sottilissimo e rivestirci il fondo dello stampo (diametro 26 cm) imburrato.
Stendere uniformemente l'impasto ben lievitato con l'aiuto di un matterello, in modo da ottenere una sfoglia della misura di 35x50 cm circa, spalmarvi la crema di burro a velo e uno di marmellata di fragole ed arrotolare l'impasto dal lato piú lungo.
Tagliare il rotolo in 12 pezzi uguali e disporli nello stampo, poggiandoli con la parte tagliata sul fondo.
Porre a lievitare una seconda volta in un luogo tiepido per 20 minuti circa.
Spennellare la superficie con l'uovo e cuocere nella parte media del forno preriscaldato a 200° per 20-30 minuti.
Dopo 10 minuti di cottura coprire il dolce con foglio di alluminio, in modo che non si bruci in superfice.
Lasciare raffreddare, e spolverizzare con zucchero a velo.

Alle spalle di questa torta c'é una bellissima storia. A guardarla sembra un morbido bouquet di rose color nocciola dorato, in piena fioritura. Nessuno stelo, nessuna spina. Solamente polposi petali accorpati in paffuti fiori che profumano sontuosamente di burro. Un dolce dagli antichi natali, che la storia, fusa con la leggenda, vuole creato appositamente per una nobildonna che illuminò, con la sua eleganza e raffinata cultura, il Rinascimento italiano.
Era il 1490 quando da Ferrara giunse alla corte mantovana dei Gonzaga la giovane Isabella d'Este, allora sedicenne, per sposare il marchese Francesco II.

Una torta come un bouquet.
In occasione delle nozze ci furono sfarzosi festeggiamenti e si allestirono fastosi banchetti per onorare Isabella e gli ospiti ferraresi. Fu allora che vide la luce, la torta delle rose, la golosa delizia simile a un bouquet delle regine dei fiori.
Il dolce omaggio, con la sua morbidezza e il suo burroso profumo, fu molto apprezzato dalla giovane sposa e così la torta delle rose entrò nelle grazie della cucina dei Gonzaga. Con Isabella, la corte raggiunse livelli di grande splendore e divenne un florido polo culturale che attrasse letterati, poeti, artisti come Ariosto, Boiardo, Raffaello e Leonardo.
Tale vitalità contagiò tutto il ducato e si spinse anche nelle terre attraversate dal fiume Mincio, nell'alto Mantovano. A valicare i confini non furono solo le arti, ma anche la cucina dei Gonzaga. E con essa, la torta delle rose, che arrivò a conquistare anche Valeggio sul Mincio.
Il suggestivo borgo veronese ancora oggi la include tra le specialità della propria cucina.
La torta delle rose, nata per omaggiare la raffinata Isabella d'Este, è frutto di un gesto di amore e pazienza.
Il segreto per realizzarla è la lentezza.

7 comments:

Lalu said...

Ciao!! che bella torta, l'ho vista nella pagina di paneangeli e avevo voglia di farla, ma non sapevo che dietro c'era una storia cosi carina e interesante, a me piaciono tanto le storie, le leggo molto volentieri.
Cosa hanno detto i tuoi compagni al lavoro?? di sicuro saranno stati felicissimi di mangiare una torta cosi buona...
baci

Betty said...

Che bella questa storia, non la conoscevo, non sapevo che questo dolce avesse dei "natali" così nobili!
é davvero bellissima, ti è venuta agnificamente!
Io non homai provatoa farla però mi ha sempreincuriosita molto, proverò!
Baci

Barbara said...

Bello il tuo bouquet, tra l'altro con la marmellata di fragole anche tagliata deve avere un colore meraviglioso, complimenti e grazie per i riferimenti: nono conoscevo l'origine del dolce!!

luna said...

Che bella!!! E sicuramente anche buonissima...!!!
Poi mi indicheresti la ricetta della crema di burro? Voglio confrontarla con una vecchia ricetta di mia mamma...
Ciao ciao

Meb said...

sento il profumo fino a qui...bellissima e deve essere anche buonissima...mi tieni una rosetta anche per me?
baci

ines said...

bellissima storia e bellissima torta. complimenti, mia cara.

Byte64 said...

Kiki,
complimentissimi, è stupenda.

Non sapevo ci fosse questa interessante storia alle spalle, mi sa che ti citerò come fonte!

Bravissima!
Tlaz