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1 April 2011

Tranci di tonno all'aceto balsamico, arancia e pistacchi

Cercavo un'idea, un'ispirazione di come cucinare, non solo in modo veloce e sfizioso ma presentare nel migliore dei modi, dei tranci di tonno fresco.
E così mi sono affidata a Mr Google che mi ha portato in questo fantastico blog, dove l'autrice Viviana presenta la sua tagliata di tonno all'aceto balsamico. Piatto ben presentato e appetitoso con un accostamento di salsina raffinata e originale... grazie Viviana dell'idea. Fatevi un giro anche nel suo blog. Vi riporto la ricetta secondo le mie modifiche.


Cosa serve:
4 tranci di tonno fresco
3 cucchiai di olio evo
per la salsina all'aceto balsamico:
3 cucchiai di aceto balsamico
2 cucchiaini d'olio evo
il succo di un'arancia grande (o mandarini)
mezzo cucchiaino raso di fecola di patate
sale q.b.

In una padella antiaderente ho messo a riscaldare l'olio, ci ho adagiato i tranci di tonno, ho coperto a metà e fatto rosolare a fuoco vivace per pochi minuti, in modo che il cuore del trancio rimanesse leggermente rosato. E' bene evitare una cottura prolungata, altrimenti il tonno diventa stopposo e quasi immangiabile.
Per la salsina: in una ciotolina ho messo tutti gli ingredienti e li ho sbattuti con una forchetta e messi a riscaldare fino a quando non si sono addensati un pochino.
Ho disposto ogni trancio di tonno sul piatto irrorandolo con la salsina d'arancia e una spolverata di granella di pistacchi. Et voilà, il piatto subito pronto! Bon appétit!



La salsina all'aceto balsamico e arancia è davvero strepitosa: l'adoro! E con il tonno si sposa proprio bene!


Dimenticavo.. buon 1° Aprile a tutti! :-) Occhio agli scherzi!!!

26 May 2010

Seppie ripiene

Esistono un'infinità di varianti di ripieni.. questo me lo sono inventato io avendo tanto astice e gamberi da consumare. Volendo nel ripieno si possono aggiungere anche i tentacoli e le teste sminuzzate, e un uovo per legare ma io ho preferito non metterlo.



Ingredienti:
1 kg di seppie,
200 g di gamberi
100 g di polpa di astice
1/2 bicchierino di vino bianco secco
uno spicchio d'aglio
mezza cipolla
prezzemolo / basilico
olio evo
sale.

Lavare e pulire le seppie privandole della pelle e dell'osso interno, senza romperle; fare attenzione a non spaccare le sacche col nero in quanto possono essere utilizzate per preparare il sugo al nero di seppia. Metterle a sgocciolare. Nel frattempo preparare il ripieno: sminuzzare dei gamberetti e della polpa di astice, del prezzemolo o basilico, tritare finemente uno spicchio di aglio, mezza cipolla, condire con l'olio evo, un po' di sale, mescolare.
Lasciare riposare qualche minuto e riempire le seppie con il composto ottenuto chiudendo bene l'imboccatura con dei stuzzicadenti o del filo da cucina. Versare in una teglia un filo d'olio, adagiavi le seppie ripiene e, visto che mi era avanzato molto ripieno, ho messo anche quello, un goccio d'acqua e spruzzare mezzo bicchierino di vino bianco secco. Infornare nel forno giá caldo a 200° per un'ora circa, o fino a cottura. La stessa preparazione può essere fatta sostituendo le seppie con i calamari.

26 February 2010

Linguine con le vongole

Poiché queste vongole erano belle grandi e dure, abbiamo pensato di aprirle a crudo. Le abbiamo pulite accuratamente staccandole dalla loro conchiglia, e tritate grossolanamente.




In una pentola scaldare dell'olio extravergine di oliva e mettere a soffriggere l'aglio sminuzzato. Aggiungere le vongole e, mescolando, far asciugare l’acqua in eccesso. Aggiungere il prezzemolo tritato e, se serve, del sale. Incoperchiare e far cuocere per circa 20 minuti. Nel frattempo cuocere le linguine, scolarle al dente e condirle con le vongole. Gnam! che buone!




Ostriche: aprirle con l'apposito coltellino e lavarle in acqua salata molto fredda. Servirle in un piatto di portata con spicchi di limone e pepe, se piace.
A me le ostriche non piacciono né crude e né cotte, ebbene si, le ho assaggiate anche cotte in Francia, proprio non mi piacciono.

28 September 2009

Tortiglioni col caviale sardo

Con la bottarga di muggine dal profumo delicato di mare e sale.. una vera prelibatezza, dal sapore deciso, particolare, ci ho preparato un piatto semplice ma gustosissimo.. i tortiglioni alla bottarga.
Una prelibatezza che possiamo definire oro del mare, per il suo colore e il suo sapore
Dalle sacche di muggini o cefali femmine si ricava la bottarga. La sacca ovarica, a fine estate, viene estratta carica di uova, pressata, salata ed essiccata, con un procedimento semplice ed antico di origine fenicia. Gli arabi, in seguito, con il nome di butarikh, ovvero, "uova di pesce salato" diffusero progressivamente il prodotto in tutto il Mediterraneo. Apprezzato e amato dai fenici ai cartaginesi, dagli egizi ai romani, divenne preziosa merce di scambio e oggetto di dono, non tutti potevano reperirlo e degustarlo, venne quindi definito il caviale del Mediterraneo.
Bottarga di muggine sotto forma di baffa
Ingredienti:
200 g di tortiglioni
50 g di bottarga di muggine (il sapore è molto forte, non ne occorre tanto, regolatevi secondo il vostro gusto)
4 o 5 cucchiai d'olio evo
2 spicchi d'aglio.
Bottarga di muggine definita il caviale sardo
Far riscaldare in una padella l'olio extravergine d'oliva con due spicchi d'aglio. Intanto far bollire l’acqua, cuocere i tortiglioni (o linguine) e scolarli al dente. Dopo che l'aglio inizia ad indorare toglierlo. Versarci i tortiglioni insieme ad alcuni cucchiai di bottarga grattugiata, e saltare a fuoco basso per qualche secondo. Impiattare e aggiungere ad ogni porzione altri due cucchiaini di bottarga grattugiata e spezzettata. Servire e... buon appetito!

Un piatto veloce, semplice, di grande effetto!

Tortiglioni col caviale sardo

3 September 2009

Here I am, back home..

...sono tornata! sigh! Sono passate piú di due settimane dal mio ultimo post. Dieci giorni trascorsi in giro per la meravigliosa Sardegna, giornate intense che non mi hanno consentito di aggiornare una sola righina al blog, ma provvedo subito. Una vacanza splendida a dire poco.. passata troppo velocemente.. sigh!



Mi sono divertita tantissimo, fatto lunghissimi bagni (anche di notte), ogni giorno in una caletta diversa, e ho mangiato divinamente come un suino, e cosa voglio di piú? Un amaro Lucano per digerire? ;-D nooooo! un Mirto rosso!!!! ;-)


Il Mirto é un liquore dolce con un gusto unico ed inimitabile, lo adoro! E ancor di piú quello rosso fatto in casa, che ho avuto occasione di assaggiare, era la fine del mondo.


Cari blogghini/e questo é per voi, un bel bicchierino di mirto ghiacciato... alla salute!


Una piccola parte di prelibatezze che mi sono portata dalle vacanze.


La bottarga di muggine, il formaggio..



Tante le leccornie che abbiamo gustato. Queste sono le matassine, in sardo acciuleddi, dolce tipico della Gallura settentrionale, cosparsi di miele di asfodelo, sono deliziosamente invitanti... mmmmm, come sapore ricordano gli struffoli campani, hanno lo stesso impasto a base di farina, uova e strutto, sono rigorosamente fritti e cosparsi di miele.
Acciuleddi
Difficile resistere ai sentidu (sentimento) praline di noci e miele ricoperte di cioccolato al latte.

In questa bellissima caletta, con il mare calmo e cristallino e tanti pesciolini, abbiamo fatto degli splendidi bagni, accompagnati da un sublime assaggio di ..... .. .... di?? continuate a leggere... ;-)


Una mattina é capitato che in questa caletta, raggiungibile attraverso un sentiero piuttosto lungo ed impervio, c'eravamo solo noi, io e mon amour. Che bello, era tutta per noi! La faticaccia nel raggiungerla è stata alleviata dal panorama mozzafiato che si é presentato davanti a noi. E tra un bagno e l'altro, abbiamo pescato qualche riccio di mare che abbiamo gustato seduti proprio lí, su quel tronco, con i piedi nell'acqua e i raggi del sole che ci scaldavano, e con il sottofondo piacevole cinguettío dei gabbiani... erano di una prelibatezza che non vi dico! Dal sapore particolare e dolciastro e dalla consistenza delicatissima.

Che esperienza memorabile!!! A parte quella poi di essermi scontrata con un riccio, che conservo ancora il ricordino nell'alluce del piede destro: due frammenti dei suoi aculei conficcati nella mia pelle! per fortuna solo due! mon amour é riuscito a tirarmeli fuori, ma il doloretto, se ci penso, lo sento ancora. E non chiedetemi dov'erano finite le scarpette di gomma, il giorno prima la cuginetta se n'era appropriata..
Bando alle ciance, adesso vi lascio la ricetta del gustoso piatto di

linguine ai ricci di mare

Ingredienti:
180 g di linguine
70 g di polpa/uova di ricci
1 spicchio d’aglio
3 cucchiai di olio d’oliva
prezzemolo
sale.

In una padella con l’olio d'oliva rosolate uno spicchio d'aglio spellato e leggermente schiacciato, poi eliminatelo.
Intanto cuocete le linguine, scolatele quando sono al dente, tenete da parte un po' d'acqua di cottura.
Versate le linguine nella padella con l'olio, aggiungete qualche cucchiaio d'acqua di cottura, se necessario, e continuate a mantecare fino a quando l'acqua si asciuga. Spegnete la fiamma. Aggiungete ora alle linguine la polpa dei ricci*, mescolando brevemente, per evitare che si sciolgano troppo. Cospargete con una manciata di prezzemolo fresco, e servite subito questo piatto il cui sapore sublime contiene tutto il gusto del mare!

*che avrete estratto con un cucchiaino, messo da parte in un piatto, e schiacciato un po' con una forchetta.



Il riccio di mare non ha una vera e propria conchiglia, ma un guscio rotondo e irto di aculei di colore marrone. Per aprirlo occorre praticare un'incisione circolare intorno alla bocca con una forbice o l'apposito taglia ricci; svuotare l'acqua e le viscere.
L'unica parte commestibile è il corallo che rimane aderente alle pareti e che va prelevato con l'aiuto di un cucchiaio.


Spiaggia Punta Nera - San Pietro
A poca distanza da Castelsardo, sulla Statale134, s'incontra la famosa roccia dell'elefante
Santa Teresa di Gallura

13 August 2009

Linguine con le vongole e i cannolicchi

Eccomi con un'altra ricettuzza di pesce fresco, acquistato al Billingsgate fish market. Un mercato, situato ad est di Londra, dove ogni mattina (tranne la domenica e il lunedí) viene smistato il pesce per tutto il Paese, e con grande affluenza di clienti, dai ristoratori a gente come noi, che ha voglia di mangiare del pesce fresco senza spendere cifre da capogiro!
Non avevo richiesto il permesso scritto, altrimenti mi sarei divertita un tantino di piú ad immortalare un mare di pesci, eheheh, é proprio il caso di dirlo! sí perché c'era una varietá di pesce notevole, freschissimo ed a un costo molto conveniente. In compenso, invece, ho immortalato il nostro bottino :-)
Che bella mangiata di cannolicchi, erano anni che non ne mangiavo uno! Sono molluschi bivalve che vivono nella sabbia e sono molto gustosi!

Ingredienti:
300 g di linguine (o spaghetti)
1 kg di vongole e cannolicchi
mezzo bicchiere di vino bianco secco
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine di oliva
prezzemolo
sale.

Spurgare sia le vongole, sia i cannolicchi in acqua e sale per qualche ora, eseguire diversi risciacqui con acqua corrente e sostituendo di tanto in tanto l'acqua.
Preparare un soffritto di aglio e prezzemolo in olio evo.
Aggiungere le vongole ben scolate, e farle cuocere a fuoco vivo per 2-3 minuti fino a farle aprire. Spruzzare con il vino bianco e fare evaporare, (fare la stessa cosa con i cannolicchi, in un'altra pentola). Sgusciare la metà delle vongole lasciando da parte le altre per la decorazione. Sgusciare i cannolicchi e spezzettarli, unirli alle vongole. Aggiungere altro prezzemolo tritato, sale.
Lessare le linguine in abbondante acqua salata; scolarle e condirle con le vongole e i cannolicchi. Servire immediatamente, decorando con le vongole nel loro guscio e spolverizzare con prezzemolo tritato.
cannolicchi


Cannolicchi e vongole vive


E'uno dei miei piatti preferiti.


Qui ci sono i cannolicchi insieme al polpo. Abbiamo fatto soffriggere nell'olio evo l'aglio tritato e il prezzemolo, poi ci abbiamo buttati i cannolicchi. Abbiamo coperto con un coperchio e alzato un pochino la fiamma in modo da far aprire i cannolicchi.

Eccoli serviti col loro sughetto e il limone. Che bontá!




Polpo cotto in acqua con un poco di sale e un pizzico di pepe (questo é stato cotto un po' troppo, vero Begoña? ;-)) Poi, tagliato a rondelline. Infine, condito con olio extravergine d'oliva e il succo di limone.

11 August 2009

Astice alla griglia

L'astice, come l'aragosta, é un crostaceo molto prelibato, la polpa ha un sapore delicatissimo, si deteriora facilmente quindi dev'essere acquistato sempre vivo. Ecco qui, il nostro bell'astice vivo e pimpante, che non abbiamo minimamente intenzione di allevare nella nostra vasca da bagno! :-)


guardate che terrore nei suoi occhi! avrá capito giá quale sará a breve il suo destino... da fotomodello! ahahah, :-)

lo sapevo, non avrei dovuto usare il flash per immortalarlo, si é spaventato!


Per far soffrire il meno possibile l'astice, lo abbiamo, o meglio mon amour, lo ha ipnotizzato (andate a vedere qui al 21:33 minuto in poi, come esattamente l'ha ipnotizzato). L'astice si é addormentato, quindi si é calmato e rilassato in una posizione yoga, e poi...l'abbiamo tagliato a metá nel senso della lunghezza. Grigliato i mezzi astici sulla griglia per circa una decina di minuti, e gustato cosí com'é, senza intingoli vari che compromettono la delicatezza del sapore e dell'odore.
Carne tenera, buonissima. Ottimo il corallo dell'astice, vedete quelle uova rosse? mhmmmmm...