12 October 2010

Un altro dolce all'uva e poi...

Ecco la mia profumatissima stiaccia! E dopo averla vista per l'ennesima volta sui vari blog, mi è venuta voglia di prepararla anch'io. Ho utilizzato uva che avevo in casa in quel momento, tra cui anche l'uva bianca del mio giardinOrto con i vinaccioli piccoli piccoli e ci stanno proprio bene, mi piace sentire quel piacevole croccantino sotto ai denti. E' venuta buona ma speravo venisse più succosa, ma so che avrei dovuto usare un'uva diversa, sarà per la prossima volta, appena trovo l'uva giusta, la rifaccio! Ah, ho preferito mettere il rosmarino e trovo che dia alla schiacciata un sapore del tutto particolare.

Schiacciata all'uva
Ingredienti:
800 g di uva
400 g di farina
acqua q.b. (a me sono bastati 190 ml)
80 g di zucchero
3 cucchiai d'olio evo
4 g di lievito secco
un pizzico di sale
aghi di rosmarino q.b.

Lavare ed asciugare i chicchi d'uva.
Riscaldare appena l'olio con gli aghi di rosmarino e lasciare raffreddare completamente.
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida con lo zucchero.
Setacciare la farina, formare quindi la fontana e mettere al centro un cucchiaio di zucchero e l'acqua con il lievito, cominciare ad impastare, aggiungendo il sale e l'olio e, man mano altra acqua, quanto basta per ottenere una pasta liscia ed elastica, e non appiccicosa alle mani.
Lavorare bene per almeno una decina di minuti, fino ad ottenere una palla liscia ed elastica.
Formare quindi una palla e metterla in una ciotola capiente coperta da una pellicola trasparente e lasciare lievitare per qualche ora.
Una volta lievitato, dividere in due l'impasto e stendere due sfoglie sottili.
Con la prima sfoglia foderare una teglia unta d'olio, lasciando i bordi alti.
Versarvi sopra 400 g d'uva, cospargere con 2-3 cucchiai di zucchero e 2 cucchiai di olio e qualche ago di rosmarino.
Adagiarvi sopra l'altra sfoglia chiudendo i bordi con attenzione.
Cospargere la superficie con il resto dei chicchi d’uva e con altri 2 cucchiai di zucchero, di olio e aghi di rosmarino.
Infornare in forno già caldo a 200 gradi per circa 50 minuti o fino a quando la schiacciata non sarà ben dorata.


L'uva nel linguaggio popolare.

=> L'uva e il vino.
Diceva un giorno il pero all'uva:"Oh, disgraziata, tu morirai schiacciata!"
L'uva rispose:"E' vero, ma all'uomo che mi calpesta fò poi girar la testa!"
=> Chi vuole molto mosto, zappi la vigna d'agosto; chi vuole l'uva grossa, zappi la proda e scavi la fossa.
=> A Santa Reparata, l'uva è maturata.
=> Chi vuole tutta l'uva non ha buon vino.
=> L'uva di montagna chi non la paga non la mangia.
=> Chi mangia l'uva in agosto, non arriva a ottobre a bere il mosto.


8 comments:

Ylenia said...

Mi avete proprio fatto venir voglia di provarla, sia guardando i blog che leggendo Alf. Un milione di volta brava, ti è venuta perfetta!!

Alice4161 said...

Devo farla anche io...ti è venuta benissimo!!

ciao

chabb said...

Mamma mia fa venire l'acquolina, ormai siamo rimaste in poche a non averla fatta, bisogna rimediare giusto??
Bravissima Kiki <3

BARBARA said...

Impazzano per i blog queste schiacciate... mi sa che docrò proprio provarle... intanto mi segno la tua ricetta...

Fabiana said...

L'aspetto è meraviglioso ed invitante, continuo a vederne bellissime versioni nei vostri blog. ..mi sa che sono rimasta l'unica a non saperla proprio fare, ma qual è l'origine geografica di questa preparazione?!!
Qui in Liguria non se ne vedono nè nelle vetrine delle panetterie nè nei menu dei ristoranti!

Un caro saluto,Fabiana

Byte64 said...

oh, brava Kiki,
mi piace quando mi prendi in parola!

Hai fatto bene a fare la variante con il rosmarino, mi dicono sia tipica del Chianti.

Ciao!
Tlaz

Shade said...

ma che aspetto delizioso! la devo provare!!!

percorsi golosi said...

acquolina in bocca! :-) complimenti per il blog!